Caporalato, audizione su Ddl 4008

07.10.2016

Si è svolta in data 6 ottobre 2016 una audizione presso la Camera dei Deputati che ha visto unite le Commissioni II e XI per trattare insieme alle Organizzazioni sindacali e datoriali, il tema del Caporalato in relazione all’esame del DDL 4008 recante “disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo” e a cui, vista l’importanza del tema, anche Ue.coop ha partecipato.

I principali filoni di intervento del DDL riguardano:

  • la riscrittura del reato di caporalato (intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro), che introduce la sanzionabilità anche del datore di lavoro;
  • l’applicazione di un’attenuante in caso di collaborazione con le autorità;
  • l’arresto obbligatorio in flagranza di reato;
  • il rafforzamento dell’istituto della confisca;
  • l’adozione di misure cautelari relative all’azienda agricola in cui è commesso il reato;
  • l’estensione alle persone giuridiche della responsabilità per il reato di caporalato;
  • l’estensione alle vittime del caporalato delle provvidenze del Fondo antitratta;
  • il potenziamento della Rete del lavoro agricolo di qualità, in funzione di strumento di controllo e prevenzione del lavoro nero in agricoltura;
  • il graduale riallineamento delle retribuzioni nel settore agricolo.Ue.coop ha voluto precisare ancora una volta che il problema del caporalato è diffuso non solo nel Mezzogiorno, ma in ogni parte del nostro Paese ed è ancora più evidente nelle campagne e nei servizi di logistica e facchinaggio dove false cooperative vocate al malaffare e alla criminalità, sfruttano non solo i migranti ma tutti coloro che sono alla ricerca di un lavoro per mantenere la propria famiglia.
  • Parliamo di un fenomeno aberrante, di un’economia illegale e sommersa che raggiunge cifre spaventose con lavoratori sottopagati rispetto ai termini previsti dai minimi contrattuali e senza alcuna attenzione in materia di sicurezza.

Nella circostanza, UeCoop ha ribadito l’importanza dell’impianto del DDL nella parte in cui, all’art.6 comma 1 lett. a), prevede l’allargamento dello spettro dei requisiti di accesso alla Rete del Lavoro di Qualità, introducendo l’assenza di condanne penali per delitti contro la pubblica amministrazione, delitti contro l’incolumità pubblica, delitti contro l’economia pubblica, l’industria e il commercio, ecc…

Tutto ciò, in virtù anche del fatto che nel corso di questo anno, risultano troppi casi di istanze in istruttoria presso la Rete del Lavoro di Qualità, dovute all’impossibilità di verificare la veridicità dell’autocertificazione circa l’esistenza di sanzioni in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, oppure il cui imprenditore risultava condannato per reati diversi da quelli previsti dalla norma attuale o ancora, che avevano in corso un contenzioso amministrativo o giudiziario aperto a seguito di ispezione e quindi non esisteva la definitività della sanzione.

UeCoop, ha inoltre espresso la volontà di combattere tale fenomeno, sia tramite lo strumento della revisione, sia con il rapporto diretto e costante con ogni associata favorendo l’informazione e la formazione, sollecitando e stimolando la “ribellione” contro la concorrenza sleale di chi si avvale di manodopera illegale e la denuncia di ogni atto di sfruttamento dei soci e dei lavoratori.

Combattere dunque il caporalato, l’utilizzo improprio dello strumento cooperativo, lo sfruttamento e il mancato coinvolgimento dei soci delle cooperative è senz’altro tra gli obiettivi di fondo del percorso che l’intera UeCoop si è data, senza fare sconti a nessuna cooperativa che si possa chiamare tale.